gen/100
Haiti, unico appello: aiutiamoli
Non c‘è altro da dire. Per aiutare:
Caritas Italiana
Caritas Italiana, C/C POSTALE N. 347013, causale: “Emergenza terremoto Haiti”
UniCredit Banca di Roma Spa, via Taranto 49, Roma
Iban: IT50 H030 0205 2060 0001 1063 119
Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma
Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012
Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma
Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113
CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001
Croce Rossa Italiana
SMS 48540 – 2 euro alla Croce Rossa Italiana per l’emergenza Haiti, solo per Wind e 3
Donazione online Causale “Pro emergenza Haiti”
Bonofico bancario: causale “Pro emergenza Haiti”
IBAN IT66-C0100503 3820 0000 0218020
Medici Senza Frontiere
Con carta di credito telefonando al numero verde 800.99.66.55 oppure allo 06.44.86.92.25
Con bonifico bancario
IBAN IT58D0501803200000000115000
C/C postale 87486007, intestato a Medici senza frontiere Onlus. Causale: Terremoto Haiti
gen/101
Creativita’ a 360 gradi: essere originali con il cibo
Essere creativi vuol dire riuscire a proporre soluzioni originali in tutti gli ambiti.
E' per questa ragione che il nostro pay-off è "creative solutions"..
Divertitevi a sfogliare la nostra gallery e buon appetito!
gen/104
Biglietti da visita: progettarli in modo corretto e originale
Storia del biglietto da visita
Dagli antichi cerimoniali cinesi si apprende che ogni persona che si recava a visitare un mandarino si annunciava con una striscia di carta, sulla quale erano riportati il suo nome e gli eventuali attributi e titoli che si competevano. Pericle faceva precedere le sue visite alla bella Aspasia da un dono, al quale univa una striscia di papiro sulla quale era vergato solo il suo nome.
Il biglietto da visita viene inventato in Francia attorno al 1700.
In Italia iniziarono a diffondersi attorno al 1730. Originariamente erano dei cartoncini manoscritti, verso il 1750 cominciarono a diffondersi modelli stampati, i primi esemplari col solo nome della persona, i successivi con anche motivi decorativi e stemmi.
(Wikipedia)
In occidente lo scambio dei biglietti da visita ha un valore prettamente informativo e pubblicitario usato al fine di migliorare la propria rintracciabilità. Mettete da parte questa concezione perchè, come ovviamente avrete già capito, in Giappone non è così.
Lo scambio del biglietto da visita è una regola di Bon-Ton, un cerimoniale, un rituale importantissimo dell'etichetta giapponese sia in ambito lavorativo che privato. Ovviamente come sempre, tutto deve avvenire secondo determinati passaggi non casuali: il biglietto deve essere assolutamente e accuratamente letto davanti alla persona che ce lo ha consegnato, mostrando interesse nel caso sia stato consegnato in ambito lavorativo. Nel caso in cui non rispettaste queste regole, questi gesti sarebbero interpretati come una mancanza di rispetto verso il vostro interlocutore, ergo siete fregati.
Quindi se avete modo di andare in Giappone o per vacanza o per lavoro, portate i vostri biglietti da visita e mostrate interesse quando ve lo consegnano, come avrete letto in questi spazi, i giapponesi sono molto formali e se applicate la loro etichetta sicuramente la vostra considerazione di Gaijin (straniero) salirà di molto.
I biglietti da visita oggi
L'attuale biglietto da visita è un elemento fondamentale dell'immagine coordinata che deve rispecchiare e seguire. Deve contenere il marchio, il nome e la mansione della persona oltre a una serie più o meno completa di dati anagrafici fra cui indirizzo e recapito telefonico, fax e l'indirizzo e-mail.
Il biglietto è la prima forma di comunicazione visiva che l'azienda manda all'esterno e molto spesso è lo specchio dell'azienda stessa.
La maggior parte dei clienti ha delle fisse classiche: il fronte/retro non va bene perchè nei porta biglietti si vede solo un lato, la forma troppo piccola non da importanza (qui Freud avrebbe da discutere), il biglietto deve essere "istituzionale" perchè altrimenti la persona pensa che io non lo sia, il biglietto deve costare all'incirca 20 centesimi ecc...
Io non sono assolutamente d'accordo con quasi nessuna di queste affermazioni, ma se volete accontentare un cliente al primo approccio vi conviene seguirle tutte.
Io preferisco i graphic designer che affrontano la burrasca dell'incertezza, le onde del mare della creatività e sbarcano in soluzioni originali.
Naturalmente.
E' chiaro, che in questi anni in cui la crisi ha avvolto la creatività e l'ha strozzata fino a farne uscire solo poche gocce, bravo è chi riesce a far passare un preventivo di stampa che superi i 50 centisimi cadauno. Imperativo per quanto mi riguarda lo spessore...Niente che possa avvicinare un biglietto al cestino di un pallido foglietto da 200 grammi. Viva senz'altro l'uso sapiente delle carte miscelate magari ai pantoni giusti o alle serigrafie. Il formato è piuttosto vario, va dalla misura classica "carta di credito" 8,5x5,5 cm al formato quadrato, molto usato da noi e molto amato dai nostri clienti.
Allego una galleria a dir poco spettacolare di business card che ho trovato qua e là nella rete. Attendo i vostri commenti...
gen/100
Digital PR: perche’ ottimizzare la digital reputation della tua azienda.
Vorrei anzitutto augurare ai visitatori di questo blog un buon 2009 bis.
Non auguro un buon 2010 perchè sono convinto che molte aziende abbiamo "sprecato" nell'anno appena passato molte occasioni.
Il 2009 è stato infatti l'anno in cui crisi economica e avvento del digitale hanno convissuto, anzi probabilmente la crisi economica ha accellerato il fenomeno di digitalizzazione della comunicazione.
Il digitale ed internet in particolare permettono infatti un controllo molto mirato dei risultati degli investimenti e questa, in un regime di risorse limitate, sembra essere la scelta più oculata.
Le aziende che hanno speso risorse in maniera intelligente sul digitale saranno in grado durante il 2010 di sapere dove sono andati i loro investimenti e quanti di essi hanno prodotto benefici alle loro vendite.
Vendite! L'imperativo di questo 2010!
Se molte aziende hanno investito nel digitale perchè parlo di 2009 sprecato?
Per molte imprese purtroppo internet è stato soltanto un mezzo alternativo alla carta dove spendere per fare pubblicità in maniera più economica: il web tra i vari vantaggi ha infatti quello di non avere costi di stampa e quindi fare una pagina pubblicitaria su internet è sicuramente più economico che una campagna cartacea.
Chi scrive questo articolo ha la ferma convinzione che questi investitori stiano sprecando occasioni e soldi perchè si troveranno a breve a scontrarsi con coloro che hanno compreso la capacità moltiplicatrice di internet.
Le informazioni sul cartaceo hanno essenzalmente pochi editori e possono circolare solo se coloro che detengono una copia della pubblicità si incontrano e scambiano tale informazione. La comunicazione può avere anche un eco verbale, ma in tal caso è soggetta al classico effetto eco: a meno di non investire ingenti importi per mantenere a lungo la campagna pubblicitaria sarà difficile coprire un vasto mercato potenziale.
Cosa cambia con internet?
- la pubblicità che viaggia sulla rete ha il compito non solo di informare ma anche di coinvolgere l'utente, perchè l'utente coinvolto ha la possibilità non solo di "parlare" della campagna ma anche di ripubblicarla sul suo spazio web. Il messaggio pubblicitario quindi si può motiplicare e rimoltiplicare più volte con la stessa forza dell'idea originale senza che questo comporti un aumento dei costi iniziali.
- la pubblicità che viaggia su internet può essere intelligente. Non stiamo ovviamente parlando dell'idea creativa ma proprio del meccanismo per cui chi è interessato alla pubblicità agisce diversamente da chi non lo è. In gergo si dice che l'utente clicca"" sul messaggio; se il messaggio è complesso possiamo sapere quale parte gli interessa. Se l'utente è molto interessato gli possiamo chiedere informazioni aggiuntive e personalizzare la pubblicità coinvolgendolo in un gioco che fornisce a noi informazioni e all'utente soddisfazione. La soddisfazione di pesare con le sue scelte e di appartenere a qualcosa
- la pubblicità che viaggia sul web ha la memoria di un elefante...la rete ha la memoria di un elefante. Internet non è altro che un gigantesto database di informazioni. Ogni giorno si aggiungono infatti alla rete siti su siti e ogni giorno migliaia di siti non fanno altro che memorizzare milioni di informazioni per renderle usufruibili agli utenti.
Le informazioni che troveremo su questi siti saranno essenzialmente mix di due comportamenti:
- le info inserite da chi propone prodotti, servizi e informazioni
- i commenti emle opinioni inseriti su tali prodotti, servizi e informazioni
Cosa fanno gli utenti che comprano su internet
Se internet è in realtà un elefante che ricorda tutto cosa non dobbiamo fare?
Non dobbiamo sicuramente pensare che possiamo ignorare cosa pensa di noi la gente sulla rete.
Un utente abituato a comprare su internet seguirà necessariamente i seguenti passi:
- Cercare il servizio su internet
- Elencare le aziende che in maniera chiara dichiarano di fornire tale servizio
- Cercare opinioni su tale azienda e su tali servizi con particolare attenzione a commenti negativi e positivi
- Scegliere le aziende meglio commentate e con i prezzi più competitivi
- Acquistare tra queste dall'azienda che gli semplifica l'acquisto
Come le Digital PR e la reputazione digitale di un'azienda siano importanti nel processo della vendita.
Se avere commenti negativi dei propri servizi sulla rete è negativo anche non averne può compromettere il processo di convincimento dell'utente.
Fare pubbliche relazioni online è infatti il miglior modo di investire soldi sul web.
Cosa si può fare:
- costruire un sito che permetta agli utenti di commentare i propri prodotti
- verificare periodicamente cosa dice la rete dei nostri prodotti
- acquisire dati dei nostri utenti durante le nostre campagne (ovviamente nel rispetto della privacy)
- personalizzare costantemente i contenuti per gli utenti non dando l'impresione di avere contenuti standard ed uguali per tutti
- costruire campagne che possano far "giocare" gli utenti e allo stesso tempo che invitino alla codivisione di tali contenuti con altri utenti
Se desiderate maggiori informazioni su come mettere in pratica tali strategie potete contattarci chiedendoci ulteriori informazioni.
Francesco: ho in progetto l apertura di un chioschetto in spiaggia,vorrei delle dritte su come creare un marchio da girare poi su abbigliamento e dare il nome al locale (prendo come esempio il Papeete di milano ...
groma: Sono pienamente felice di aver scoperto questo Artista, raro, perchè gli Artisti che sanno disegnare sono rarissimi, e sappiamo che questi geni, nell'Arte pittorica, in quella scultorea ed altrettant...
Marco: ciao ho appena letto il contenuto di questa pagina e devo dire che è molto interessante!!! io non ho studiato grafica, ma mi sono orientato di piu sulla moda e devo dire che abbiamo fatto una prova d...
Meri: Io giá lo conoscevo ,una mia amica lo promuove tramite la "xango" che io trovo "too much expensive" . Questo della high energy è buono , si trova in un centro commerciale fuori Roma e costa relativa...
Elisa: Con due anni di ritardo devo dire che questo articolo è ancora interessante....
Mario Vantato: i suoi disegni (0pere) sono bellissimi .Mi ricordano i quadri di Egon Schiele e sono molto più in dettaglio....
dante cenesi: Niente sfugge a Mannelli che inquadra il suo vedere in pulitisssimi confini di sporgenze dalle quali emanano odori. Un anatomico per la scienza della natura viva. Bravissimo nel riportarmi ai tanti ca...
Danilo: Buonasera e complimenti, vorrei sapere se esistono caratteri, forme e colori che attirano maggiormente l'attenzione dei consumatori soprattutto nel settore dell'abbigliamento e accessori moda. Grazi...
sara benevento: Ciao Luca, puoi comprare i favolosi orsetti su questo sito: http://www.suck.uk.com/products/paper-teddy/?search=paper Saluti!...