Ideare e realizzare l’immagine coordinata

Dopo 10 anni di lavoro, la grande crisi economica e il cambio incredibile che internet e le mail hanno portato nelle aziende, i clienti continuano ancora a chiederci la famosa “immagine coordinata” o “corporate identity“.

Partiamo innanzitutto col definire cosa è.

L’immagine coordinata è l’insieme dei simboli, dei colori, dei fonts e dei materiali che definiscono una azienda, un brand o un prodotto. Diventa coordinata quando i differenti fenomeni comunicativi risultano coerenti l’uno con l’altro.

A cosa serve?

Serve essenzialmente a definire l’identità e a distinguerla tra le altre. In base alle dimensioni e alla diffusione dell’azienda può partire da un numero esiguo di componenti fondamentali (marchio, carta intestata, busta e biglietti) fino a diverse migliaia di coponenti quando si parla di grandi aziende con sedi in tutto il mondo.

L’importante è affidarsi ad un progettista che conosca le regole fondamentali sia della progettazione grafica che della funzionalità degli elementi.. Troppe volte ho assistito a clienti che ci facevano rifare il lavoro perchè l’indirizzo sulla busta era inserito dove va la lettura ottica delle poste oppure sulla carta intestata non erano stati inseriti i dati obbligatori…

Il manuale di immagine coordinata

Immaginiamo di parlare di una azienda o marca che si deve riproporre uguale in tutta italia o in tutto il mondo. Per comunicare in modo univoco e creare una forte identità, la casa madre realizza il manuale nel quale si racchiudono tutte le informazioni: colori, fonts, misure, carte, insegne ecc.

Per realizzare questo manuale (lavoro nel quale noi siamo specializzati) occorrono diversi mesi e di solito si affiancano due progettisti: uno realizza gli strumenti grafici e l’altro li inserisce nel manuale assieme a tutte le indicazoni (carta, misure ecc).
Il manuale di immagine coordinata merita certamente un discorso a se che affronteremo nei prossimi mesi.

Il tono comunicazionale

Per la definizione di una nuova immagine occore sicuramente partire dal marchio e dal settore in cui l’azienda andrà a lavorare. E’ chiaro che per un cliente “istituzionale” si andrà a lavorare su soluzioni più serie, mentre una giovane azienda che magari opera nel settore del flower design di lusso si può puntare tutto sull’originalità della grafica e dei materiali. Di seguito trovate il lavoro.
Il colore prescelto è stato il fucsia, abbinato alla forma quadrata che è stata utilizzata per biglietti, buste realizzate ah hoc, e la brochure. Quest’ultima è particolarissima, è rilegata con nastri di raso e nella copertina sono stati inseriti veri fiori secchi profumati.

Ecco il risultato:

Il marchio

La brochure

Sempre seguendo il filone dell’eleganza e dell’originalità, ecco il lavoro realizzato per una immobiliare di lusso, la quale ci ha espressamente chiesto di riuscire a trasmettere lusso estremo e raffinatezza, uscendo completamente da schemi visivi già visti, per dare un tocco di originalità in un settore in cui invece, nessuno crea nulla di nuovo.

Tantissimi sono gli esempi di ottimi lavori di immagine coordinata, specialmente a Londra, patria della graphic design.

Passeggiando per le strade della capitale inglese si possono incontrare luoghi in cui tutto è stato curato con estrema attenzione e omogeneità.
Si parte dal marchio (declinato in orizzontale e verticale nelle insegne), i biglietti da visita, le brochure, le vetrine.

Ne allego alcuni:

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8 Comments

  • Ciao collega,
    mi dispiace che tu non lasci almeno il nome, avrei saputo a chi rivolgermi 🙂 Quello dei prezzi è un grosso problema per tutti e nonostante l’AIAP abbia anni fa tentato di realizzare un listino, ad oggi non esistono prezzi di riferimento in quanto si parla in effetti di creatività e professionalità, non di un tot al chilo.
    Prima di fare un preventivo penserei a due cose fondamentali:
    1) chi sono io ovvero, se sono un professionista, ho studiato graphic design, ho esperienza ecc..
    2) chi è il cliente e in che mercato si pone
    Dopodicchè mi farei indicare di quanti elementi consta l’immagine coordinata (solo lettera e biglietto o atro?)
    Con queste risposte dovresti essere in grado di valutare la tempistica e attribuire un tot all’ora più un fisso (di parte creativa).. Se vuoi un consiglio più dettagliato inserisci la tua mail..Saluti!!

  • Hai ragione scusa, la mia firma voleva essere un complimento:)
    Io faccio grafica da 3 anni e tutti mi dicono che sono molto bravo a disegnare. Se sono un professionista non lo so. Penso che ci metto tanta passione…i soldi verranno con il tempo.
    Comunque grazie per le dritte. Lavoro molto nel campo della moda (parrucchieri e modelle) e nel settore alimentare.
    Ho fatto il logo di una panetteria e mi sono divertito moltissimo…certo poi i clienti ti chiedono di inserire tutti i tipi di pane e il logo mi è venuto un po’ grossino (non grissino:)…scusa la battuta). Continuerò a seguirvi con la stessa passione e aspetto nuovi articoli sulla grafica.

    Saluti e grazie

    Carlo

  • Bellissimi lavori quelli presentati e interessanti le informazioni!
    Vorrei aggiungere, che oggi l’immagine coordinata deve abbracciare secondo me anche il web. Poichè il sito web è indispensabile, per me dovrebbe essere in linea con tutto il resto. Ritengo molto efficace avere una immagine coordinata ben studiata e ben realizzata; è un veicolo pubblicitario autonomo. Il mio studio punta molto sullo studio dell’immagine coordinata, e ha deciso di distinguersi stampando su materiali plastici e trasparenti. Peccato non si possano postare le foto, altrimenti vi farei vedere la brochure! Splendida, le foto appaiono come diapositive!

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