L’ex Dogana Ferroviaria di Roma: dall’abbandono al “riuso culturale”

L'ex Dogana Ferroviaria di Roma: dall'abbandono al "riuso culturale"

Sembra di essere a Shoredith a Londra o nel quartiere Friedrichshain di Berlino dove gli ex spazi industriali vengono destinati a luoghi di incontro culturale e pullulano di eventi, DJ-set, mostre e serate a tema.

E’ quello che è successo tutta l’estate all’Ex Dogana, edificio di 24.000 mq. sorto nel 1925 con la firma dell’architetto Angiolo Mazzoni, luogo di controllo merci per via ferroviaria ed oggi censita nella Carta della Qualità (Beni Culturali).

Ieri l’evento finale dopo una lunga estate di eventi. Dal pomeriggio fino alle 2 di notte, un club sociale e ultra temporaneo ha rianimato gli ambienti dell’Ex Dogana con una serata anni ’50: auto e moto d’epoca, barber shop, mercatino vintage, due concerti e una squadra di djs pronti a sonorizzare l’evento in stile retrò. Per concludere “l’esperienza” Ex Dogana, concludeva il tutto una esposizione d’arte e il Drive in con la proiezione de “Il padrino” (Francis Ford Coppola – 1972). L’esposizione d’arte “Eterotopia”, curata da Studio Volante prevedeva Avanguardie del Novecento e street art:  l’arte su paglia di Borondo, la pittura su muro ispirata ai graffiti primitivi del collettivo Canemorto, l’illusione delle tre dimensioni nei poster di Sbagliato, e poi ancora le installazioni e le sculture di Edoardo Tresoldi e Jacopo Mandich.

 

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