La Venere Ferragnizzata

Sì, è proprio la Venere del Botticelli, testimonial della campagna di promozione dell’Italia nel mondo “Italia: open to meraviglia”, realizzata dal ministero del turismo ed Enit con il contributo del dipartimento per l’Informazione e l’Editoria della Presidenza del Consiglio.

Il 2023 è l’anno del Turismo italiano e serve una influencer moderna ma con una grande storia alle spalle, capace di girare l’Italia per mostrare bellezza, cultura, arte, cucina, musica e ospitalità. Proprio per questo è stata scelta la musa del Botticelli, che diventa quindi la Virtual Influencer che comparirà su la comunicazione offline e su tutti i social con l’hashtag #venereitalia23.

E arriviamo anche noi ad esprimere la nostra sull’annosa questione Botticellagni che proprio oggi ha avuto una seconda puntata scritta proprio dall’agenzia che l’ha creata, la famigerata Armando Testa che replica con un “grazie, va bene purché se ne parli”.

Al di là del “mi piace” “non mi piace”, che lascia il tempo che trova, cerchiamo di analizzare insieme quello che è stato veicolato.

Com’è la campagna?
Partiamo dall’idea creativa. Secondo noi, carina, perché il dictat che ormai tutti i creativi devono seguire, ovvero “comunicare in modo WOW e mixare i mezzi offline e online”, c’è.
La venere del maestro Botticelli, conosciuta dai più acculturati potenziali turisti si fonde con il volto della Ferragni, conosciuta dai meno acculturati in tutto il mondo.

La tavola principale della campagna è carina, disegnata bene, realizzata anche in 3d ma poi chissà perché mai utilizzata (sento lo zampino del cliente). Il payoff “Open to meraviglia” non è male, anche se alcuni storcono il naso sulla parola “meraviglia” che ha uno “gli” un po’ difficile per gli stranieri.

Oliviero Toscani invece l’ha asfaltata così: «Classico esempio di campagna che vuole piacere a tutti e non piace a nessuno. Una serie di banalità messe insieme, la Venere, la Ferragni. Tutto ciò che cerca il consenso crea mediocrità, e questo ne è un esempio: per cercare il consenso hanno creato mediocrità». Sgarbi sintetizza: «una roba da Ferragni»

Ma veniamo al problema che a nostro parere è stata l’esecuzione degli adattamenti.

I visual statici
Una testa molto piccola rispetto al corpo, (eppure l’uomo Vitruviano è a disposizione di tutti anche su Google), la base dell’immagine presa da Shutterstock (cosa che i grafici comuni fanno ogni giorno), ma non con un budget del genere che consentiva la realizzazione di uno scatto o la ricostruzione totale del corpo in 3D e non un collage che ovviamente viene male.

Il video
Uno storyboard banale, raccontato da una voce niente di che (eppure il budget per un Luca Ward c’era) e pezzi di girato ambientati in Slovenia.. (dicono che era una bozza.. ma allora perchè veicolarla?)..

Il sito e le traduzioni bizzarre
Ad oggi il sito “www.italia.it” riporta un errore sulle immagini collegate ad Instagram..

Inoltre il compito di tradurre i testi è stato affidato dal Ministero ad una società chiamata “Almawave”, considerata leader nell’intelligenza artificiale. Tra gli errori più gravi (e non ricontrollati) compiuti dall’intelligenza artificiale, c’è senza dubbio quello di aver tradotto in tedesco alcuni nomi di paesi e città italiani, come fossero nomi comuni. Ecco alcuni tra gli esempi più esilaranti: La città di Fermo, nelle marche, diventa “Stillstand” ovvero letteralmente “fermo” nel senso di “arresto”; Prato diventa “Rasen” cioè “prato verde”, inteso come terreno; Brindisi, in Puglia; viene tradotta nel senso letterale di “brindare”, ovvero “Stillstand”.

Ora per concludere, a nostro parere, per poter giudicare un lavoro bisogna conoscere il brief che è stato dato all’agenzia e i feedback ricevuti alle proposte, e chi lavora nell’ambito della pubblicità sa bene che “un buon lavoro è merito dell’agenzia ma anche dal cliente”, però:

A) sei Armando Testa (che onestamente dopo il restyling del suo marchio ci sta facendo rimpiangere il grafico sotto casa);

B) non è importante solo l’idea ma altrettanto importante è l’esecuzione e il controllo del progetto.
E voi cosa ne pensate?

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